Transiberiana (2): La lingua.

Vagare per l’immensa Federazione Russa senza conoscere la lingua locale è un problema. Questo è vero. A San Pietroburgo (la Transiberiana inizia in realtà da Mosca, ma cominciare il viaggio da San Pietroburgo è vivamente consigliato!) ve la potete cavare senza problemi con l’inglese e perfino con l’italiano. È una città “europea”, cosmopolita, piena di stranieri residenti, per cui non vi troverete mai in eccessiva difficoltà. La barriera dell’incomunicabilità si alza di un po’ a Mosca, e poi si erge sempre più allontanandosi dalla capitale. Da un certo punto in avanti, poi, non si capisce una mazza. Se non parlate il russo, scordatevi di fare comunella con i tizi con cui condividerete la vostra cuccetta sul treno, a meno di fenomenali eccezioni.

Su questo argomento, posso darvi una serie di consigli:

Anzitutto, se state pianificando il viaggio per il 2018, sappiate che in estate (che è anche il periodo migliore per percorrere la Transiberiana) ci saranno i Mondiali di calcio, per cui la gran parte delle stazioni ferroviarie saranno ammodernate e avranno i cartelli anche in inglese, non più soltanto in cirillico. A me è capitato perfino che sul treno (in una sola circostanza), il controllore ha tirato fuori uno smartphone e mi ha recitato una lunga formula prestampata, in inglese, di benvenuto ed avvisi. Non c’ho capito niente lo stesso, data la pronuncia un tantino metallica (qualcosa come: “GuD. MorninG. UelcoM. SciO. IoR. TicheT”), ma ciò è indicativo del fatto che stanno “addestrando” il personale dei servizi di trasporto e turistici a interagire nella lingua internazionalmente riconosciuta. Se viaggiate durante il periodo dei mondiali, inoltre, informatevi bene, perché viaggiare in treno tra le città che ospitano le partite sarà gratuito (informatevi qui: http://en.transport2018.com/).

Io non conosco mezza parola di russo né tantomeno il complicato alfabeto cirillico. Però, volando da Roma a San Pietroburgo, ho trovato giusto giusto il tempo per comprendere e memorizzare tutti i segni, attraverso questa meravigliosa applicazione per smartphone (caro autore…ti devo la salvezza!):

Insomma, questa è una cazzata, direte voi, ma vi assicuro che non è così, e ve lo dimostro con il seguente aneddoto. Mi è capitato di ripartire, dopo una tappa diurna, da una stazione in cui non c’erano assolutamente indicazioni in inglese, né personale in grado di parlarlo, neanche per fornire le informazioni più elementari. Se non avessi imparato almeno a riconoscere le lettere dell’alfabeto cirillico, non avrei mai potuto leggere il tabellone delle partenze, riconoscendo la mia destinazione ed il binario da cui prendere il treno giusto, evitando di ritrovarmi in Cecenia o ai margini del Polo nord! Perciò, io vi avviso. Investiteci qualche ora e portate con voi una minima conoscenza del cirillico, vi sarà utile e vi divertirete a riconoscere, in autonomia, le insegne di negozi, uffici e quant’altro.

Ognuno ha un proprio metodo, quando pianifica un itinerario. Io mi stampo una pagina col programma di ogni giornata, allegando i biglietti che dovrò usare quel giorno per visite e traporti. È assai probabile che, mentre pianificherete il vostro viaggio indipendente sulla Transiberiana, sfrutterete le risorse della rete e quindi prenderete nota di località, nomi di alberghi, ristoranti, siti turistici e così via, inevitabilmente in inglese o italiano. Nel comporre su carta il vostro itinerario, vi consiglio di stampare sia la dicitura che avrete trovato sulla rete (inglese o italiano), sia la dicitura in cirillico. Questo perché, ancora una volta, potrete trovarvi facilmente in località in cui tutte (ripeto: tutte) le indicazioni, le insegne, i cartelli stradali ecc., saranno presenti unicamente nella lingua madre. Per cui, di una lista di traduzioni inglesi o italiane ricavate dalla rete non ve ne farete nulla. Mettetevi nelle condizioni di poter confrontare le insegne in cirillico che troverete sul posto, con gli stessi segni che avrete stampato sul vostro taccuino. Si, proprio così, la gente vi guarderà mentre confrontate le stanghette e le curve delle lettere per vedere se corrispondono, e vi guarderà con quella tipica espressione carica di buonumore che contraddistingue i russi (più o meno…), mentre voi, prima passati per ebeti, esploderete di quella gioia primordiale che segnerà il rinvenimento dell’hotel che avevate prenotato, permettendovi di scampare alla gelida notte. Io l’ho fatto, fregatevene!

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