Transiberiana (5): da Mosca a Nizhny Novgorod

Tanto ispirati, quanto organizzati, si salta sul treno a Iaroslavskaia. La storica stazione moscovita si trova in direzione nord est rispetto alla piazza Rossa. È quasi mezzanotte, e molti treni a lunga percorrenza sono pronti sui binari. Penso a quelli che hanno come destinazione finale città come Lisbona, o Teheran, che da qui sembrano ancora più lontane. Fili d’acciaio ancorati sul terreno che collegano mondi completamente differenti.

Le misure di sicurezza sono serrate. Ogni bagaglio è passato al metal detector. La polizia è ovunque. I cartelli sono in cirillico, ma cominciano a comparire quelli tradotti in inglese in vista dei mondiali di calcio del 2018. Perdo un po’ di tempo a individuare il binario che mi interessa. Di fianco c’è un nutrito plotone di giovanissimi militari in partenza per chissà dove. Tutto attorno fanno capannello madri che piangono e papà in ansia. Credo stia per iniziare il loro servizio militare obbligatorio in qualche presidio della Siberia. Coraggio, manca solo (forse) un anno…!

Mi piglia un po’ d’ansia pure a me, e sgambetto in cerca di un bagno pubblico. Ne trovo finalmente uno, con la signora all’ingresso che vuole 40 rubli. Roba di 50 centesimi di euro. Mi frugo le tasche e tiro fuori le monetine. Arrivo a 30 rubli. Vabbè, che vuoi che sia. La somma principale l’ho blindata in una cavità dello zaino in vista della notte in treno con sconosciuti, e al momento non ho né la voglia né le condizioni fisiologiche per armeggiare, devo solo andare in bagno! Ma il sacro diritto al cesso, maggiormente tutelato per il povero straniero ospite, si sgretola di fronte alla flessibilità e al calore post sovietico che l’irremovibile donna delle pulizie oppone. 40 rubli o non se ne fa niente. Me ne dai 30? Muori adesso. Serro i rubinetti e resisto fino al treno, tra indicibili sofferenze.

È quasi mezzanotte quando mi imbarco sullo “002M Россия”. È ben riconoscibile, il lungo mostro di ferro che tra 6 giorni arriverà a Vladivostok, dall’altra parte del mondo. Sulla fiancata di una delle carrozze è disegnato il lungo percorso che l’attende, con evidenziate le tappe più significative.

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Salgo sulla carrozza 5, in 2° classe, e prendo il letto superiore nello scomparto. Dopo qualche minuto arrivano i miei compagni di viaggio. Due uomini russi muniti di cassa di birra da 12 pezzi, che viaggiano in compagnia, ed un altro, credo un uomo d’affari, che sta per i fatti suoi. Sorrido a tutti, il mio solito modo di evidenziare che non sono aggressivo, e vengo ripagato da sguardi torvi come la notte che incombe sulle nostre teste. “English?”, provo ad abbozzare a quello che mi pareva l’uomo d’affari. Risposta: “Mh?”. “Angliyskiy?”, mi perfeziono. “Mmmh”. Rinuncio.

La notte passa tranquilla. Il Россия” (“Russia”) è pulito e puntuale all’arrivo. Sono le 5 e mezzo del mattino, quando poggio i piedi a Nizhny Novgorod.

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La città sorge lungo le sponde del Volga, il fiume più lungo d’Europa, ed ha origini antiche. È stata ed è un importante centro industriale, specie nel settore delle automobili. Qui esistevano le fabbriche della Gorkij, rase al suolo dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Fino al 1991 questa era una “città chiusa”, interdetta agli stranieri, circostanza che esercita un certo fascino per l’odierno visitatore che, trent’anni fa, mai avrebbe potuto trovarsi (legalmente) qui.

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È l’alba quando mi accomodo su delle panchine fuori dalla stazione. Inizio già a notare la varietà di etnie che si confonde sempre di più man mano che si va verso l’oriente.

Decido di fare una camminata per le strade ancora deserte della città, un lungo percorso fino al singolare monumento dedicato a Jules Verne(https://goo.gl/maps/bBPHeNQTyt42), che citava Nizhny Novgorod in uno dei suoi romanzi ambientati in Russia. Da qui si gode una vista strepitosa sul Volga e sulla cattedrale di Aleksandr Nevskij.

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Aspetto le 8 per vedere alzarsi le saracinesche di un vicino supermercato. Mi accaparro la mia colazione e procedo verso il centro cittadino, superando i ponti coi lucchetti lasciati dagli innamorati di Nizhny.

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Il principale sito da visitare in città è il Cremlino (https://goo.gl/maps/XoZRtKceV6T2). Interessante anche la vista sul fiume che si gode da qui (https://goo.gl/maps/Qc74NLhako72). Potete scendere la scalinata e imbarcarvi su una crociera sul Volga, certamente romantica. Uno dei siti più vicini ed interessanti da raggiungere è Gorodec.

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Bellissima la Cattedrale della beata Vergine Maria, con le sue cupole colorate (https://goo.gl/maps/hgmisCstZoQ2), l’edificio della Banca Statale e gli edifici storici che potrete incontrare passeggiando lungo Bolshaya Pokrovskaya.

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Nizhny Novgorod merita il tempo che vorrete dedicarci. Una giornata è sufficiente per ammirare i siti principali, ma se volete esplorare la regione circostante, che certamente si distingue per la bellezza dei suoi paesaggi, vi occorrerà più tempo.

Mi restano diverse immagini catturate tra le strade di questa città, un composto di rigidità sovietica, armoniosa eredità storica e confusa architettura moderna.

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