Transiberiana (6): Kazan

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Se c’è una tappa imperdibile lungo la linea transiberiana, questa è Kazan. Capitale della Repubblica del Tatarstan, una delle 22 che compongono la sconfinata Confederazione Russa, è il centro per eccellenza della cultura tatara. È una città ricca e popolosa, fondata in tempi antichi dai Bulgari del Volga, ed oggi importante centro commerciale e amministrativo di una regione che tracima di risorse minerarie e dunque forte di un peso politico non indifferente.

I tatari sono un gruppo etnico che conta oltre 10 milioni di persone in tutto il mondo, concentrate per lo più in quest’area e nell’Uzbekistan. La loro origine è estremamente complessa ma si può capirne di più visitando il (ben organizzato) museo storico della Repubblica del Tatarstan, sito all’interno del Cremlino di Kazan. Nomadi dell’est Europa, della Siberia e di altre regioni minori dell’Asia hanno dato vita a questa cultura, caratterizzata dalla coesistenza di cristiani ortodossi e musulmani sunniti, agevolmente rintracciabile anche nell’architettura che osserverete a Kazan: chiese cristiane e imponenti moschee pacificamente raccolte negli stessi spazi.

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Il treno ha viaggiato per quasi nove ore durante la notte, per trasferire i suoi occupanti da Nizhny Novgorod a Kazan. Ho lasciato la linea principale, muovendomi su uno dei tanti treni che percorrono le tratte secondarie della regione. Aumenta il numero delle soste, e cala la qualità dei treni. I miei due compagni di scompartimento viaggiavano ognuno per conto proprio. Il primo ha pensato bene di starsene fino alle 4 del mattino a bighellonare giusto fuori dal nostro scomparto con un altro paio di passeggeri, con la camicia aperta per far prendere aria alla pancia che nel frattempo lievitava in ragione di litri e litri di birra scadente che veniva ingoiata. L’altro stava quasi per farmi incazzare, quando ha preteso che aspettassi che finisse prima lui di mangiarsi beatamente lo snack offerto dal personale del treno, spaparanzato nel bel mezzo della cabina. Io con un principio di scoliosi fulminante in corso, appollaiato nel letto superiore nel tentativo di papparmi il mio. In compenso ho potuto farci una bella chiacchierata. “Anglysky?”. “No”. Buonanotte.

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La stazione di Kazan è già quasi pronta per i mondiali di calcio del 2018. Tutti i cartelli sono anche in inglese, all’interno ci sono centinaia di scomparti automatici dove parcheggiare temporaneamente il bagaglio, opzione che consiglio vivamente se avete in programma una visita di un giorno e volete liberarvi del peso in eccesso. Non fermatevi nella zona degli arrivi, altrimenti non li troverete. Andate verso la zona partenze e troverete scomparti in abbondanza. Accettano naturalmente rubli in moneta e ce ne sono di tutte le dimensioni, per cui servitevene senza problemi. Fuori dalla stazione seguite le indicazioni per lo stadio di calcio, che è prospicente al Cremlino, la principale attrattiva della città. Lungo la strada troverete di tutto per rifocillarvi, Mc Donald’s compreso.

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Il Cremlino di Kazan (https://goo.gl/maps/82yibzAy2es), che si erge davanti a voi appena superato lo stadio, è magnifico. Patrimonio dell’umanità Unesco, raccoglie all’interno delle sue mura alcune bellissime chiese ortodosse, la moschea di Qol-Sarif (tra le più grandi d’Europa), il museo della storia della Repubblica del Tatarstan, il parlamento ed il palazzo del governo, ed altri edifici che ospitano mostre e collezioni di assoluto livello. Visitate ogni sito del Cremlino per conto vostro o con una guida che potrete ingaggiare all’ingresso. Poi andate sul retro della Cattedrale dell’Annunciazione (https://goo.gl/maps/NwVQjk9wxyR2) e godetevi il panorama sul Volga.

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Se siete appassionati di torri pendenti e volete mettere qualcosa a confronto con la Torre di Pisa, troverete qui (https://goo.gl/maps/wSucEFYNxdR2) la Torre Sjujumbike, edificio simbolo del Cremlino di Kazan. Secondo una leggenda popolare, lo zar Ivan il Terribile l’avrebbe fatta edificare in soli 7 giorni, tanti quanti i livelli su cui è costruita, dopo l’assedio della città, e dalla sua sommità si sarebbe lanciata, schiantandosi al suolo, Soyembika, eroina del popolo tataro, che al suo interno era stata rinchiusa. Da qui l’origine del nome dato alla torre.

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Dall’ingresso del Cremlino, potrete proseguire su Ulitsa Baumana, la principale arteria che attraversa il centro cittadino, piena di caffè e ristoranti e con abbastanza negozi da soddisfare i gusti di qualunque visitatore. Kazan è una città elegante e ben curata, una passeggiata per le vie del centro non vi deluderà.

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Più a sud del centro c’è il terminal dei traghetti, su Ulitsa Tatarstan. Anche qui potrete optare per una crociera sul Volga. Tra i siti più interessanti da vedere c’è Svijazsk.

Dopo una lunga e più che soddisfacente visita di questa perla frutto di un interessante miscuglio tra culture europee ed asiatiche, tornate in stazione. Il vostro treno, con il muso verso l’oriente, vi sta aspettando!

 

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