Due settimane in Sri Lanka. Consigli di viaggio.

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Tutto è bene quel che finisce bene.

In genere il motto funziona. Solo che quando a finire (bene) è un viaggio, la parola “finire” stona sonoramente e invece di esultare subentra la malinconia! Perché ho già voglia di ripartire!!!

Ingoiate le lacrime, tiro le somme della fuga invernale di quest’anno. Due settimane dedicate ad esplorare e vivere lo Sri Lanka, la vecchia Ceylon, terra di dominazioni straniere, di cui quella inglese ha lasciato gli effetti più evidenti, ma anche di conflitti recenti (la guerra civile tra il popolo singalese e quello Tamil delle regioni del nord è finita solo nel 2010), e vittima della forza degli elementi, con lo tsunami che pochi anni orsono ha fatto migliaia di vittime, ed i monsoni che periodicamente scaricano valanghe d’acqua sul terreno.

Il clima, la prima cosa tenere in considerazione se si è interessati a fare un viaggio in questa perla d’Asia, stupefacente per la bellezza degli ambienti naturali e imbevuta di un’interessante e diversificata cultura locale.

Nel semestre che va da ottobre a marzo, è consigliabile la costa occidentale, mentre da aprile a settembre quella orientale.

Le regioni centrali hanno in clima tropicale variabile, bisogna aspettarsi acquazzoni anche in piena stagione turistica e quindi premunirsi di avere al seguito pantaloni e maglie lunghe ed impermeabile.

I motivi per visitare lo Sri Lanka sono i più diversi. Sintetizzando quelli più comuni:

1) il surf: l’isola è un paradiso dei surfisti. Ci sono location per tutti i livelli di abilità. Molti surfisti mi hanno sottolineato la preferenza legata al fatto che tendenzialmente ci sono anche meno squali!, almeno in misura inferiore ad altre mete internazionali. Si pratica sopratutto il surf da onda, mentre per il kyte surf e il windsurfing ci sono delle aree concentrate sopratutto nella parte nord occidentale, non ancora molto sviluppate sotto il profilo dell’accoglienza turistica. Personalmente ho praticato surf, di livello vergognosamente principiante!, a Hikkaduwa, dove ci sono moltissime scuole dove è facilissimo prenotare lezioni, mediamente al costo di 15 dollari l’ora.

2) i safari: un’attrattiva tipica dell’isola, ricchissima di fauna che vive in una cornice naturalistica spettacolare. Particolarmente rinomata è la ricchissima popolazione di elefanti, raccolti anche in diversi ‘orfanotrofi’ che è possibile visitare.

3) gli ambienti naturali: impossibile non rimanere ammaliati dalle verdi piantagioni di thè che si estendono a perdita d’occhio ovunque nelle regioni centrali. Ci sono alcuni percorsi di trekking molto interessanti. Tra i più popolari e rinomati, il Little Adam’s Peak, che si può raggiungere partendo dalla località di Ella, celebre anche per la cultura ayurvedica, e dove si può osservare anche il romantico Nine Arches Bridge. Vi è poi la popolarissima ascesa all’Adam’s Peak, o Sri Pada, un picco montuoso che si erge nel verde smeraldo della vegetazione circostante, importante luogo di culto (secondo la tradizione, sulla cima è impressa l’orma del Buddha), nonché meta leggendaria (Adamo, cacciato dal paradiso terrestre, si sarebbe fermato ad osservarlo per un’ultima volta proprio da qui). Ci sono più di 5.000 gradini da scalare, ma la fatica sarà ampiamente ripagata, dopo che avrete passato la notte (partenza consigliata ore 2) a salire il sentiero, illuminato da torce e dal calore dei numerosi pellegrini e turisti che lo percorrono, con i quali condividerete una delle albe più spettacolari della vostra vita. Impossibile non citare il sito, patrimonio Unesco, di Sigyria, ovvero i resti di un’antica città costruita alla sommità di una roccia enorme che si staglia nel mezzo di una vallata.

4) la cultura religiosa: in Sri Lanka convivono buddhismo, induismo, islam, cristianesimo ed altri culti minori. La stessa bandiera nazionale né dà un richiamo: accanto al leone, simbolo del popolo singalese (etnia dominante, a maggioranza buddhista), vi è l’arancione dell’induismo e il verde dell’islam. I siti di interesse religioso, taluni di grande effetto visivo e di coinvolgente atmosfera, sono numerosi e sparsi in tutto il Paese. Dipenderà dal tempo a disposizione la possibilità di vederne quanti più possibile. Sicuramente consigliata la visita alla vecchia città imperiale di Anuradhapura, che raccoglie alcuni tra i più importanti edifici religiosi del Paese e dell’intero continente asiatico.

5) l’ayurveda: lo Sri Lanka è una meta rinomata per i viaggi di nozze. Molte coppie vi trascorrono un periodo in qualche resort, beneficiando dei trattamenti di bellezza offerti da ottime spa e della tranquillità dell’ambiente naturale che li circonda. Poi volano in un paio d’ore alle Maldive e si chiudono (giustamente) in una palafitta sopra l’acqua cristallina per altri dieci giorni. Ebbene, località come Ella, nella parte centrale del Paese, vantano una tradizione consolidata nel campo dell’ayurveda e dei trattamenti alternativi, che vale certamente la pena sperimentare, anche per i costi che ne favoriscono l’accessibilità al visitatore occidentale.

Muoversi in Sri Lanka: l’articolazione del viaggio dipenderà anche dal mezzo che sceglierete per muovervi. Dando per scontato che siete viaggiatori indipendenti:

1) vi consiglio il noleggio dell’auto solo se avete già pregresse esperienze di guida in Paesi asiatici. Le regole qui sono del tutto approssimative ed è facile fare incidenti. Inoltre, tenete presente che oltre alla patente di guida internazionale dovrete munirvi di un documento che si ottiene presso l’Automobil Club di Colombo. Teoricamente in un giorno la pratica viene fatta, ma io ho preferito rinunciare a questa opzione dati i tempi ristretti del mio viaggio. I costi del noleggio e soprattutto di una buona assicurazione, poi, non sono esigui. La condizione delle strade è discretamente buona, ma il traffico nei centri urbani molto caotico.

2) largamente utilizzato dai turisti è il trasporto con conducente privato. I costi sono accessibili e ci si risparmia la rogna burocratica che consente di poter guidare indipendentemente in modo legale.  Se dovete fare degli itinerari articolati e non brevi, probabilmente è la soluzione migliore. Per i percorsi di breve durata, brulicano in tutto il Paese i famigerati tuk-tuk, che non avrete mai difficoltà a trovare.

3) il treno è il mezzo che ho utilizzato di più per coprire spostamenti lunghi. I prezzi sono incredibilmente bassi, anche perché è il principale mezzo utilizzato dai locali per muoversi tra città distanti. Consiglio vivamente questa opzione, anche se serve un po’ di spirito di adattamento (pulizia e puntualità talvolta lasciano a desiderare, e spesso le carrozze sono tremendamente affollate!). Sarete ripagati, specie quando attraverserete certe regioni centrali che donano panorami stupendi, dalla sensazione di vivere in un altro tempo, con questo vecchio treno che, lentamente, serpeggia tra le montagne. Vi sporgerete dalle porte laterali aperte, con l’aria fresca che vi accarezza il viso, e vi godrete ogni minuto di questa incredibile avventura. Le tratte percorribili sono visionabili su internet, sul sito ufficiale delle ferrovie dello Sri Lanka. La prenotazione dei biglietti tuttavia non è possibile. Bisogna recarsi in biglietteria in stazione il giorno stesso del viaggio, e accaparrarsi i posti prima possibile.

4) l’alternativa al treno è, ovviamente, il bus. Vi sono gli autobus, facilmente riconoscibili, della compagnia statale: rossi e con il leone sulla fiancata, e poi una miriade di bus di compagnie private che raggiungono qualsiasi destinazione. Gli autisti sono folli, ma le chances di arrivare sani e salvi e destinazione sembrerebbero buone!

Le destinazioni da raggiungere sono le più disparate. Dipende da cosa cercate: siti naturalistici, religiosi, centri per il benessere, spiagge per il surf o più tranquille. Ad ogni modo, utilizzando alternativamente i quattro modi di trasporto che vi ho sopra indicato, sarete certamente in grado di arrivare a destinazione e muovermi agevolmente tra le città.

Per la visita delle regioni centrali, tenete presente la città di Kandy come importante snodo. Peraltro è già di per sé un centro interessante da visitare.

Per le spiagge (almeno nel periodo di alta stagione), una città di riferimento è Galle, da cui potrete selezionare le località che più si attagliano ai vostri bisogni.

Centro di arrivo e partenza è naturalmente la capitale Colombo, dove eventualmente soffermarsi in visita per un giorno o poco più, meglio ancora se con l’aiuto di qualcuno del posto che può aiutarvi a scoprire i posti migliori di questa che altrimenti non può che rivelarsi come una caotica e stressante megalopoli asiatica, in netto contrasto con i meravigliosi e pacifici ambienti che vi attendono nelle regioni centrali o lungo le coste.

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